Concorso SSM: la penalità di 0,25 e quando conviene rispondere

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Il concorso SSM prevede 140 quesiti a risposta multipla, con cinque opzioni e una sola risposta corretta, in 210 minuti. Il punteggio assegna un punto per ogni risposta esatta, sottrae 0,25 per ogni risposta errata e non assegna nulla per una risposta non data. Quella penalità genera un'ansia sproporzionata, e porta molti candidati a lasciare in bianco decine di quesiti per prudenza. È una scelta che costa punti, e i conti lo dimostrano in modo netto: nel momento in cui riesci a escludere anche una sola opzione, rispondere è matematicamente conveniente.

Punti chiave

  • Il punteggio è +1 per la risposta esatta, -0,25 per quella errata, 0 per quella non data.
  • Tirare a indovinare a caso tra cinque opzioni ha un valore atteso esattamente pari a zero.
  • Escludere anche una sola opzione rende il valore atteso positivo: conviene rispondere.
  • Con due o tre opzioni escluse il vantaggio cresce rapidamente e diventa considerevole.
  • L'unica scelta sempre sbagliata è lasciare in bianco un quesito su cui sai qualcosa.

Il calcolo che nessuno fa

Partiamo dal caso peggiore: non hai la minima idea, non riesci a escludere nulla, e tiri a caso tra cinque opzioni.

La probabilità di indovinare è una su cinque, cioè 0,2. La probabilità di sbagliare è quattro su cinque, cioè 0,8.

Il valore atteso della risposta è quindi 0,2 moltiplicato per +1, più 0,8 moltiplicato per -0,25. Cioè 0,2 meno 0,2. Cioè esattamente zero.

Questo è un dato importante e sorprendente. La penalità di 0,25 è calibrata in modo che tirare completamente a caso non ti danneggi e non ti avvantaggi: in media, nel lungo periodo, non guadagni e non perdi nulla. Non è una trappola. È un equilibrio.

Il che significa che tutta l'ansia che hai investito nella penalità riguarda uno scenario che, in media, è neutro.

E adesso il punto decisivo

Se il caso puramente casuale è neutro, cosa succede appena una minima conoscenza entra in gioco?

Supponiamo che tu riesca a escludere una sola opzione, perché è palesemente sbagliata, o perché contiene un farmaco controindicato, o perché contraddice un dato dello scenario. Restano quattro opzioni.

Ora la probabilità di indovinare è una su quattro, cioè 0,25, e quella di sbagliare è 0,75.

Il valore atteso diventa 0,25 moltiplicato per +1, più 0,75 moltiplicato per -0,25. Cioè 0,25 meno 0,1875. Cioè più 0,0625.

Positivo. Escludere una sola opzione basta a rendere conveniente la risposta.

Opzioni escluseOpzioni residueValore atteso
Nessuna50
Una4+0,06
Due3+0,17
Tre2+0,38

Il vantaggio cresce rapidamente. Con tre opzioni escluse, rispondere vale in media quasi quattro decimi di punto per quesito, e su venti quesiti di questo tipo la differenza fra rispondere e lasciare in bianco è di parecchi punti in graduatoria.

La conclusione operativa

Da questi numeri discende una regola semplice e sicura.

Se riesci a escludere anche una sola opzione, rispondi. Sempre. Non è azzardo, è aritmetica.

Se non riesci a escludere assolutamente nulla, la scelta è neutra: rispondere o lasciare in bianco ha lo stesso valore atteso, e puoi decidere in base al tempo che ti resta e alla tua tolleranza per l'incertezza.

Ma il caso in cui non riesci a escludere davvero nulla è molto più raro di quanto pensi. Un medico laureato e abilitato, di fronte a un quesito clinico, quasi sempre riconosce almeno un'opzione implausibile. E in quel momento, per la matematica, deve rispondere.

L'errore che vedo più spesso

Il comportamento che osservo tra i candidati è esattamente l'opposto di quello ottimale.

Per prudenza, lasciano in bianco tutti i quesiti su cui non sono sicuri, e "sicuri" per loro significa "certi". Il risultato è che rinunciano a decine di quesiti su cui avevano una conoscenza parziale ma reale, e regalano punti che avrebbero potuto ottenere.

La prudenza sarebbe giustificata se la penalità fosse alta. Non lo è. È calibrata esattamente sul punto di indifferenza del caso puro, il che significa che qualsiasi conoscenza superiore al caso puro rende conveniente rispondere.

Chi lascia in bianco per prudenza non sta proteggendo il proprio punteggio. Lo sta riducendo.

Come allenare l'esclusione

Se la regola è "rispondi appena riesci a escludere qualcosa", allora l'abilità da allenare non è solo sapere la risposta giusta. È saper riconoscere rapidamente quelle sbagliate.

È una competenza distinta e si allena. Quando rivedi un quesito sbagliato, non limitarti a leggere la spiegazione della risposta corretta. Chiediti, per ciascuna delle altre quattro opzioni, perché è sbagliata, e soprattutto in quale situazione sarebbe stata giusta.

"Questo farmaco sarebbe corretto se il paziente non fosse in insufficienza renale." "Questo esame sarebbe corretto se il paziente fosse stabile."

Quella frase è la regola trasferibile, ed è quella che ti permetterà, sotto esame, di escludere in pochi secondi opzioni che altrimenti sembrerebbero tutte plausibili.

Il tempo è la vera risorsa scarsa

Un'ultima considerazione pratica. Centoquaranta quesiti in 210 minuti fanno un minuto e mezzo a quesito, il che è gestibile ma non generoso.

La strategia corretta non è quindi soffermarsi a lungo sui quesiti difficili. È fare un primo passaggio rapido rispondendo a tutto ciò che sai, segnare quelli incerti, e tornarci con il tempo residuo.

E prima di consegnare, verifica di non aver lasciato in bianco nulla su cui puoi escludere almeno un'opzione. Quella verifica finale vale, in media, punti reali.

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Domande frequenti

Come funziona il punteggio del concorso SSM? Ogni risposta esatta vale +1 punto, ogni risposta errata comporta una penalità di 0,25 punti, e ogni risposta non data vale 0. La prova assegna un massimo di 140 punti, ai quali si aggiungono fino a 7 punti di titoli.

Conviene tirare a indovinare? Se riesci a escludere anche una sola opzione, sì, sempre: il valore atteso diventa positivo. Se non riesci a escludere assolutamente nulla, la scelta è matematicamente neutra, perché indovinare a caso tra cinque opzioni ha valore atteso esattamente zero.

Perché lasciare in bianco per prudenza è un errore? Perché la penalità è calibrata esattamente sul punto di indifferenza del caso puro. Qualsiasi conoscenza parziale, anche minima, rende conveniente rispondere, quindi chi lascia in bianco per prudenza rinuncia a punti che avrebbe ottenuto.

Quanto tempo ho per quesito? Centoquaranta quesiti in 210 minuti, quindi circa un minuto e mezzo ciascuno. Conviene fare un primo passaggio rapido, segnare gli incerti e tornarci dopo, verificando alla fine di non aver lasciato in bianco nulla su cui puoi escludere almeno un'opzione.

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